{"id":751,"date":"2016-06-09T23:22:20","date_gmt":"2016-06-09T21:22:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.quartieretravaglio.com\/new_site\/?page_id=751"},"modified":"2016-06-11T16:21:19","modified_gmt":"2016-06-11T14:21:19","slug":"ricordi-di-donna","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.quartieretravaglio.com\/new_site\/ricordi-di-donna\/","title":{"rendered":"Ricordi di donna"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section admin_label=&#8221;section&#8221;][et_pb_row admin_label=&#8221;row&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243;][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<h1>Ricordi di donna<\/h1>\n<p>\u201cNon sperare serenit\u00e0 nella vita, se avrai contristato tua madre. Tu sarai pentito, le domanderai perdono, venererai la sua memoria, inutilmente! La coscienza non ti dar\u00e0 pace; quella immagine dolce e buona avr\u00e0 sempre per te un\u2019espressione di rimprovero che ti metter\u00e0 l\u2019animo alla tortura. L\u2019amor di madre \u00e8 il pi\u00f9 sano degli affetti umani: disgraziato chi lo calpesta! Mille volte, quando gi\u00e0 sarai uomo forte, provato a tutte le lotte, tu la invocherai, oppresso da un desiderio immenso di risentire un momento la sua voce, di rivedere le sua braccia aperte per gettarviti singhiozzando come un povero fanciullo senza protezione e senza conforto [\u2026]\u201d. L\u2019 8 agosto del 1901, alle 8 e 30 del mattino, un anonimo presidente di commissione procedeva alla dettatura di questo \u201cpasso\u201d di De Amicis agli alunni di una V classe elementare di Montalcino, chiamati al dovere degli esami di proscioglimento. Il brano \u00e8 tratto da alcuni documenti che ho avuto modo di consultare curiosando tra il materiale che la commissione organizzatrice ha raccolto con grande alacrit\u00e0 per l\u2019occasione e che mi sembra si addica molto per introdurre il tema al quale il Quartiere Travaglio ha deciso di dedicare una mostra e questa piccola pubblicazione. Continuando a leggere ho avuto modo di immergermi per qualche istante nel clima educativo dell\u2019epoca, dove dettati e temi parlavano delle virt\u00f9 dell\u2019obbedienza, del lavoro, del risparmio, della saggezza degli anziani, di patria, di soldati alla guerra, di bandiera nazionale, che solo a vederla faceva \u201cpalpitare pi\u00f9 forte il cuore e dimenticare ogni fatica\u201d. Se alcuni di questi temi, infatti, hanno il sapore del tempo perduto, riflettono mentalit\u00e0 che appartengono ad un passato ormai troppo lontano da noi, quello della madre e del rispetto filiale si pu\u00f2 dire che conservi intatto il suo valore, perch\u00e9 \u00e8 eterno e universale e supera la caducit\u00e0 del tempo. Queste pagine, che costituiscono un corollario alla mostra organizzata nelle strade del Quartiere, vogliono avere proprio questo significato: collegare idealmente ci\u00f2 che \u00e8 irrimediabilmente perduto con quanto rimane profondamente vivo e si muove ancora tra noi. Ci\u00f2 che per\u00f2 pi\u00f9 importa sottolineare, \u00e8 che questa volta ad essere protagoniste sono le donne, le donne di Santa Margherita, le nostre donne. Mi affido quindi volentieri \u2014 e invito anche Voi a farlo \u2014 ai ricordi suscitati da queste pagine, a \u201cvoci\u201d ed a \u201cvolti\u201d che sono il nostro passato, in qualche caso il nostro presente e senza i quali noi stessi oggi non saremmo qui. Al proposito, prendo a prestito quanto scrive Lucia Carle, studiosa accreditata, amica di Montalcino e dei Quartieri e che gentilmente ci ha concesso un bellissimo saggio dei suoi lunghi studi sulla nostra \u201cpatria locale\u201d, dove le donne, scrive, \u201channo spesso giocato un ruolo insostituibile di continuit\u00e0\u201d. Non potrei chiudere questo mio breve intervento senza rivolgere un ringraziamento sentito alla commissione organizzatrice della mostra e, in particolare, a Giuliana Strada, responsabile del gruppo donne, ed a quante vi hanno partecipato con la solita passione e determinazione. Attraverso loro, ringrazio idealmente tutte le donne del Quartiere Travaglio, quelle di ieri, quelle di oggi e quelle di domani, alle giovani e giovanissime Travagline, alle quali vanno i miei pensieri pi\u00f9 affettuosi.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row admin_label=&#8221;Riga&#8221;][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243;][et_pb_image admin_label=&#8221;Immagine&#8221; src=&#8221;http:\/\/www.quartieretravaglio.com\/new_site\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/ricordi-di-donna.jpg&#8221; show_in_lightbox=&#8221;off&#8221; url_new_window=&#8221;off&#8221; use_overlay=&#8221;off&#8221; animation=&#8221;left&#8221; sticky=&#8221;off&#8221; align=&#8221;left&#8221; force_fullwidth=&#8221;off&#8221; always_center_on_mobile=&#8221;on&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<p>[\/et_pb_image][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243;][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<h2>IL PERCHE DI UNA MOSTRA<\/h2>\n<p>Tagliata fuori per secoli da qualsiasi possibilit\u00e0 di esprimersi pubblicamente, la donna si \u00e8 consumata in un lavoro misconosciuto, ignorato da tutti. Rinchiusa in un ruolo di muta dedizione, tenuta in un rapporto di subordinazione e sottomissione sociale, economica, affettiva e culturale, solo dalla seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento, tra mille difficolt\u00e0, ella intraprende la strada per il riconoscimento della parit\u00e0 dei diritti e delle opportunit\u00e0 con l\u2019uomo. Con la nascita della fabbrica, infatti, la donna esce di casa per essere utilizzata come operaia nelle industrie manifatturiere, nelle filande, negli opifici; il quadro della sua posizione tradizionale viene cos\u00ec ad essere alterato e comincia a farsi largo il principio del suo diritto al lavoro. Il prezzo che la donna paga per il riscatto da una posizione di subordinazione \u00e8 pesante: fatica disumana, basse retribuzioni, condizioni igieniche spaventose, malattie. E\u2019 per\u00f2 attraverso il suo sfruttamento che la donna acquista coscienza del suo diritto ad essere trattata come persona autonoma e non come figura accessoria dell\u2019uomo. Dopo secoli bui ha cos\u00ec inizio quel lungo, profondo processo di trasformazione ed evoluzione (peraltro non ancora concluso), di cui \u201cl\u2019altra met\u00e0 del cielo\u201d diventa soggetto ogni giorno pi\u00f9 consapevole e risoluto. Liberandosi di quell\u2019immagine che la dipinge come \u201cangelicata\u201d, oppure come oggetto di protezione o di desiderio, ma mai come essere responsabile dotato di una propria volont\u00e0 e di un preciso carattere, la donna compare con sempre maggiore frequenza sulla scena pubblica ed in essa porta quell\u2019amore granitico e quel senso di responsabilit\u00e0 che esercita prima di tutto in famiglia. Nel cammino per l\u2019emancipazione, la famiglia rimane un punto fermo nella vita della donna, il suo valore pi\u00f9 importante ed ella, pur rifiutando il ruolo di \u201cangelo del focolare\u201d e di \u201cregina della casa\u201d, assegnatole da un copione millenario, non rinuncia alla gestione di questo prezioso nucleo anche a costo di notevoli sacrifici; chiede unicamente al suo compagno di non lasciarla sola in questa \u201cavventura\u201d. Il viaggio della memoria che questo nostro lavoro intraprende, conduce proprio in quel mondo privato a cui la donna anche oggi, per libera scelta, tiene tanto. Nelle stanze, pi\u00f9 o meno ricche, in cui si muove (dalla fine dell\u2019ottocento, agli anni \u201950) troviamo gli umili oggetti delle sue fatiche, quelli preziosi della sua bellezza, quelli affettuosi e teneri del suo essere moglie e madre.<br \/>\nE tutto \u00e8 arrivato a noi grazie alla donna stessa, al suo saper custodire e conservare ci\u00f2 che si \u00e8 impregnato di lei e che con il passar del tempo ha assunto un valore affettivo inestimabile e poco importa quello materiale. Donne del Travaglio hanno bussato alle porte delle case di Santa Margherita e altre donne le hanno spalancate per mostrare piccoli tesori della loro famiglia. Gli oggetti hanno cos\u00ec preso vita; voci affettuose hanno ricordato madri, nonne, ave di cui si \u00e8 perduto il nome, hanno rivissuto momenti lieti e periodi difficili con la stessa tenerezza e con la consapevolezza che il velo sul passato (facile o difficile che sia stato) ogni tanto vada sollevato, affinch\u00e9 le giovani generazioni, conoscendo la proprie origini, comprendano meglio se stesse, apprezzino il cammino fatto dai genitori e lo proseguano con rispetto, coscienza e partecipazione.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[et_pb_section admin_label=&#8221;section&#8221;][et_pb_row admin_label=&#8221;row&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243;][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;] Ricordi di donna \u201cNon sperare serenit\u00e0 nella vita, se avrai contristato tua madre. 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